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Castello di Pavone Il Castello Pavone si sviluppa, secondo Alfredo d'Andrade, all'interno cinta muraria difesa del IX secolo, alta mediamente 4-5 metri e da una torre grande (Donjon o maschio difensivo) eretta dai Vescovi di Ivrea dopo le concessioni dell'anno Mille dell'Imperatore Ottone III.L'area contenuta tra queste mura era di circa due ettari (lunga 200 metri circa da nord a sud e larga 60 metri da est a ovest). Questo territorio, prima dell'infeudazione al Vescovo di Ivrea, doveva appartenere al libero Comune di Pavone. Non ci sono elementi pro o contro questa tesi, possiamo solo affermare che in epoche anteriori, durante le dominazioni longobarda e franca, il controllo del paese e del territorio era nelle mani di capi di questi popoli. Sull'altura dove oggi sorge il castello, sono state scoperte antiche tombe e molto materiale romano; si presume che vi fossero edifici romani (un tempio, un piccolo foro...) andati poi distrutti.

-Sec. IX: costruzione di mura di cinta intorno alla balza dioritica, a scopo di difesa per la popolazione locale Sec. X-XI: costruzione della Chiesa romanica di San Pietro, con l'abside rivolta a oriente, verso Gerusalemme

-Sec. XI: costruzione del maschio, fuori delle mura, effettuata con tutta probabilità dai Vescovi di Ivrea.

-Sec. XII: il Vescovo di Ivrea fa costruire, a fianco del maschio, due stanzoni sovrapposti. Il piano terreno viene dedicato alle stalle, il primo piano utilizzato come residenza.
-Anno 1263: Castellano di Pavone è Bonifacio di Opissio. Il Podestà di Ivrea gli ordina di restituire il castello al Vescovo

-1326-1346: Palaynus de Advocatis, Vescovo di Ivrea è anche Conte di Pavone e verso il 1326 concede gli Statuti agli Uomini di Pavone. Durante il periodo in cui Palaynus è Vescovo e Conte, a Pavone viene eretto il fabbricato dell'ala nord del Castello e la torre.

-1363: Robin du Aspin rapisce il Vescovo Pietro de la Chambre e lo tiene prigioniero nel castello di Pavone per ottenere un riscatto.

-1390: vengono costruite le torri rotonde, inserite nella cinta esterna.

-1399-1404: Bonifacio della Torre, Vescovo di Ivrea, fa costruire le stanze verso il cortile.

-1426-1437: Giacomo de Pomariis, Vescovo di Ivrea, fa costruire le stanze sopra la cucina
-1467: intorno a questa data viene costruito un muro merlato, a divisione tra il cortile (del Vescovo) e la parte rustica (dove si trova la chiesa, allora di proprietà della popolazione locale)

-1505: il Vescovo Bonifacio Ferrero fa restaurare la cucina e la cappa del camino

-1509-1512: viene costruita la scala a chicciola dal primo al secondo piano

-1585: durante la peste Castellano di Pavone è Stefano Giesa
-1630: durante la grande peste il Vescovo di Ivrea Giuseppe si rifugia con la sua famiglia nel castello di Pavone.

-1688, luglio: il Duca Vittorio Amedeo II tiene accampamento militare tra Pavone e Romano. Nel periodo di sosta soggiorna nel castello di Pavone.

-1800: una tradizione locale tramanda che nel periodo napoleonico truppe francesi fossero penetrate nel castello provocando alcuni danni 1803: vengono eseguiti restauri di carattere generale

-1870: il castello viene espropriato dallo Stato italiano 1885: Alfredo d'Andrade acquista il castello al prezzo di 7000 lire ed inizia poi i lavori di restauro

-1897 continua l'innalzamento del Donjon, realizzato a seguito di profondi studi su similari Torri piemontesi e lombarde.

-1912 inizia la costruzione del Salone di Re Arduino (dove viene posto il soffitto cassettonato acquistato dai conti S. Martino di Strambino) e la chiesa. I lavori terminano entro il 1915.

Dopo la morte di Alfredo d'Andrade, nel 1915, il figlio Ruy terminerà i vari lavori di restauro rimasti incompiuti: nel 1924 fa costruire due tombe e le fa depositare nella chiesa di san Pietro. Nel 1926 fa traslare le salme di Alfredo d'Andrade e della moglie Costanza Brocchi d'Andrade dal cimitero di Pavone alla chiesa di S. Pietro in castello per rendere ancora più difficile l'alienazione del castello legandoci col dovere morale della conservazione. Fa poi sistemare gli affreschi, strappati 20 anni prima dal castello di Strambino. Nel 1931 dona alla SPABA di Torino (Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, ente costituito a suo tempo e sviluppato da Alfredo d'Andrade) le collezioni di disegni e quadri del padre.

-1991 il castello di Pavone è di proprietà della Famiglia Giodice che ne ha fatto sede di un hotel, ristorante e centro congressi.







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