Descrizione
IL GIRO GORE
La tappa di circa 4 KM, percorre facili strade di campagna. Lasciata piazza Falcone, il percorso prosegue costeggiando il cimitero, tenendo la destra si attraversa il ponte che scavalca l’autostrada. Continuando il cammino lungo lo svincolo autostradale, il paesaggio si anima dell’acqua: incontriamo la Gora Rossa, il torrente Chiusella, il rio Ribes, la Gora Quaro e il laghetto Primavera, che punteggiano il territorio come piccole oasi naturali.
La via del ritorno si apre passando sotto l’imponente Viadotto Marchetti, una straordinaria opera di ingegneria contemporanea. Celebre per essere uno dei ponti ad arco a campata unica più lunghi d’Europa, è stato inaugurato nel 2015 e rappresenta uno degli interventi più significativi del nodo idraulico di Ivrea. La sua struttura, elegante e poderosa al tempo stesso, garantisce il corretto deflusso delle acque e la massima sicurezza in caso di piena del torrente Chiusella, integrandosi nel paesaggio come un segno moderno che dialoga con la natura circostante.
La tappa di circa 4 KM, percorre facili strade di campagna. Lasciata piazza Falcone, il percorso prosegue costeggiando il cimitero, tenendo la destra si attraversa il ponte che scavalca l’autostrada. Continuando il cammino lungo lo svincolo autostradale, il paesaggio si anima dell’acqua: incontriamo la Gora Rossa, il torrente Chiusella, il rio Ribes, la Gora Quaro e il laghetto Primavera, che punteggiano il territorio come piccole oasi naturali.
La via del ritorno si apre passando sotto l’imponente Viadotto Marchetti, una straordinaria opera di ingegneria contemporanea. Celebre per essere uno dei ponti ad arco a campata unica più lunghi d’Europa, è stato inaugurato nel 2015 e rappresenta uno degli interventi più significativi del nodo idraulico di Ivrea. La sua struttura, elegante e poderosa al tempo stesso, garantisce il corretto deflusso delle acque e la massima sicurezza in caso di piena del torrente Chiusella, integrandosi nel paesaggio come un segno moderno che dialoga con la natura circostante.
Il Nodo Idraulico sezione di Pavone Canavese: Assetto del Territorio, Opere di Difesa e Sicurezza.
Il territorio del Comune di Pavone Canavese è caratterizzato da una complessa configurazione idrografica. Gran parte della sua area sorge infatti su una golena naturale in cui convergono i flussi di diversi bacini idrici:
-Il Rio Ribes e i suoi affluenti della zona collinare a monte.
-Il Torrente Chiusella, che raccoglie e convoglia le acque dell'omonima valle.
-Il Fiume Dora Baltea, che drena l'intero bacino della Valle d'Aosta.
-Il Rio Ribes e i suoi affluenti della zona collinare a monte.
-Il Torrente Chiusella, che raccoglie e convoglia le acque dell'omonima valle.
-Il Fiume Dora Baltea, che drena l'intero bacino della Valle d'Aosta.
Proprio la Dora Baltea presenta la criticità maggiore: a monte di Pavone, durante le ondate di piena, le acque tendono a incanalarsi nel suo vecchio alveo. Prima del taglio storico effettuato presso il Ponte Vecchio di Ivrea, questo percorso attraversava i comuni di Fiorano, Loranzè e Colleretto Giacosa, per poi immettersi nell'attuale letto del Rio Ribes.
La vulnerabilità di questo assetto idrico è emersa drammaticamente in occasione delle alluvioni del 1993, 1994 e 2000. Eventi che hanno sommerso numerose frazioni di Pavone, evidenziando enormi difficoltà logistiche nel soccorrere la popolazione isolata.
Per rispondere a questa emergenza, è stato redatto il Piano Generale del Nodo Idraulico dell'Eporediese. Lo studio scientifico alla base del piano ha incluso un'approfondita simulazione su un modello fisico in scala (modellino plastico) realizzato dall'Università degli Studi di Trieste, fondamentale per comprendere la dinamica dei flussi e progettare le difese adeguate.
L'attuazione del piano ha richiesto e continua a richiedere un notevole impegno finanziario, traducendosi in interventi strutturali e modifiche sostanziali alla viabilità.
Gli argini rappresentano il principale baluardo per l'incolumità dei residenti. Il sistema è così strutturato:
-Argini completati: Quilico, Verna, Chiusellaro, Molla e Poarello.
-Argini in fase di completamento: Marchetti e Sanguignolo.
Sugli argini Molla e Verna sono operative delle stazioni di pompaggio automatizzate, che si attivano autonomamente in caso di piena per evitare il rigurgito delle acque nei centri abitati.
La ridefinizione del nodo idraulico ha impattato significativamente la rete autostradale (A5 Torino-Aosta). Tra le opere principali già eseguite spiccano: il Viadotto Marchetti, un'eccellenza ingegneristica, noto per essere il ponte a campata unica più lungo d'Europa (257 metri); il Ponte 21 e il Ponte sul Chiusella.
Alcuni interventi strategici, come la sopraelevazione di ulteriori tratti dell'autostrada Torino-Aosta, si trovano attualmente in fase di progettazione esecutiva.
La sicurezza a lungo termine del territorio di Pavone Canavese poggia su due pilastri fondamentali: la manutenzione costante, le opere realizzate (in particolare quelle arginali) non sono definitive se non supportate da un'attenta e continua manutenzione ordinaria e straordinaria, essenziale per garantirne l'efficacia durante le piene e la protezione civile. In parallelo alle opere strutturali, la locale squadra di Protezione Civile ha sviluppato un'organizzazione coordinata e un protocollo d'azione pronto a scattare tempestivamente per gestire qualsiasi scenario di emergenza alluvionale.
In allegato: Gore Pavone.
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Ultimo aggiornamento pagina: 27/05/2026 11:45:48